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IL DOLOMYTHOS A DOBBIACO

Un museo sulle Dolomiti

Il Dolomythos presenta le Dolomiti come habitat e area culturale, attraverso diorami, ricostruzioni, modelli tridimensionali e filmati. Fossili e minerali testimoniano che le Dolomiti sono un ricco archivio di processi geologici: il percorso visivo documenta i vulcani, i paesaggi desertici, le barriere coralline e i bacini oceanici che si sono avvicendati nelle diverse epoche geologiche, nonché lo sviluppo della flora e della fauna. Ai bambini è dedicato un intero settore e una caccia al tesoro.

La collezione di presepi della Val Pusteria comprende quattro presepi panoramici a carattere classico-orientale e diversi presepi tirolesi. L'appassionato di presepi Anton Stabinger, albergatore e panettiere di Sesto, iniziò a costruire presepi orientali in Alto Adige nel 1906, dopo un pellegrinaggio.

Dalla Palestina portò schizzi dei luoghi sacri che ricostruì in modo molto fedele all'originale. Le magnifiche statuine furono commissionate a intagliatori altoatesini del suo tempo (Seisl, Gwercher, Speckbacher, Spiegl, Tschutschenthaler).
Dopo aver dedicato molti anni a un minuzioso lavoro di restauro, suo nipote e omonimo ha finalmente aperto questa affascinante esposizione.
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IL DOLOMYTHOS A DOBBIACO

Un museo sulle Dolomiti

Il Dolomythos presenta le Dolomiti come habitat e area culturale, attraverso diorami, ricostruzioni, modelli tridimensionali e filmati. Fossili e minerali testimoniano che le Dolomiti sono un ricco archivio di processi geologici: il percorso visivo documenta i vulcani, i paesaggi desertici, le barriere coralline e i bacini oceanici che si sono avvicendati nelle diverse epoche geologiche, nonché lo sviluppo della flora e della fauna. Ai bambini è dedicato un intero settore e una caccia al tesoro.

La collezione di presepi della Val Pusteria comprende quattro presepi panoramici a carattere classico-orientale e diversi presepi tirolesi. L'appassionato di presepi Anton Stabinger, albergatore e panettiere di Sesto, iniziò a costruire presepi orientali in Alto Adige nel 1906, dopo un pellegrinaggio.

Dalla Palestina portò schizzi dei luoghi sacri che ricostruì in modo molto fedele all'originale. Le magnifiche statuine furono commissionate a intagliatori altoatesini del suo tempo (Seisl, Gwercher, Speckbacher, Spiegl, Tschutschenthaler).
Dopo aver dedicato molti anni a un minuzioso lavoro di restauro, suo nipote e omonimo ha finalmente aperto questa affascinante esposizione.